Collegio Periti Industriali e Periti Industriali Laureati

Verso il congresso Nazionale

Verso il congresso Nazionale

Arezzo 23 Luglio 2014

Verso il congresso Nazionale, di seguito alcune riflessioni condivise in rete:

Riassumiamo un pò i temi della discussione che è nata intorno al Congresso Nazionale relativamente a EPPI e riforma della professione

EPPI

– Eppi, il problema è piuttosto importante, tant’è che nell’articolo di Italia Oggi del 4 Luglio “Il Nuovo Eppi punta sui Giovani”, si rileva che su circa 15000 iscritti all’Eppi il 62% ha un età under 55 Anni; di riflesso il CDA è composto solo per 2/5 da Under 55; mentre il CIG su 16 consiglieri solo 4 sono under 55 (25%)… c’è di che essere preoccupati… cosa vorrà dire che punta sui Giovani, se la rappresentatività interna non coprrisponde agli iscritti?

– Eppi, qualcuno si lamenta di una Pensione di 59 Euro al mese, significa circa 1200 Euro l’anno lordi, quindi significa un montante contributivo (in base alle tabelle ministeriali) di circa 20.000,00 Euro, a questo punto una persona che ha versato 20.000 Euro quanto dobbiamo dargli di pensione mensilmente? 1000 Euro? E la sua pensione chi la sostiene? Lavoriamo si, con i ministeri al fine di aumentare il tasso di qualche punto percentuale, visto l’innalzamento dell’età pensionabile, ma in ogni caso quei 59 Euro potranno diventare 80,00 ma non di più, che cosa ha fatto questo iscritto nella sua vita lavorativa? Dove ha versato (o chi per lui) i contributi mancanti?

– Come Perito Industriale se sei dipendente di una azienda e progetti impianti (per l’azienda) non devi pagare l’EPPI perché hai già una copertura pensionistica (INPS), se eserciti fuori dal lavoro dipendente, paghi per quello che fatturi… onestamente mi sembra corretto nei confronti di chi fa solo la libera professione, diversamente si tratterebbe di concorrenza sleale….

LE TRE VIE Per la riforma delle professioni

Ipotesi 1 – Accorpamento con gli ingegneri, riporto un post scritto dal consigliere nazionale Prampolini, sulla ns. pagina FB https://www.facebook.com/peritiarezzo : Andrea PrampoliniLa proposta di accorpamento è partita dagli ingegneri, ma non sono assolutamente chiare le regole del gioco, né sulla governance né sulle competenze. Strada impervia, dunque, al momento. Da percorrere solo, a mio avviso, se nessuna altra alternativa risultasse percorribile. Non credo agli accorpamenti verticali quando in Europa le organizzazioni puntano ad associare le singole professioni, non i titoli. Bisogna avere il coraggio di guardare alla certificazione delle competenze, a definire dei profili professionali anche per le attività riservate. Solo così, a mio avviso, si andrebbe davvero oltre”.

Finalmente abbiamo saputo da chi è partita la richiesta (dagli ingegneri)…. Ma se questa strada non è percorribile allora quale prendiamo?… vediamo quindi le altre 2 proposte del CNPI

Ipotesi 2 – In pratica una casa dei Periti Industriali, che dovrebbe accogliere i laureati triennali rendendola più “accattivante”, di fatto l’Europa ci inserisce nello stesso livello (D) delle professioni europee (vedi link ingegneri Junior :

http://ec.europa.eu/internal_market/qualifications/regprof/index.cfm?action=regprof&id_regprof=3827&tab=general link Periti Industriali: http://ec.europa.eu/internal_market/qualifications/regprof/index.cfm?action=regprof&id_regprof=1220&tab=general )

L’aspetto più difficile è rendere più conveniente l’iscrizione al collegio, che aprirebbe di fatto, le porte ai soli laureati triennali; Dovremmo garantire competenze orizzontali, esclusione tirocinio, titolo diverso da Perito Industriale e tutto quanto previsto dalla Ipotesi 2 QUI SCARICABILE;

Ipotesi 3 – Onestamente da non prendere in considerazione, in quanto ci escluderebbe dal livello D delle professioni europee

A questo punto l’unica strada percorribile rimane la 2, per trasformare il nostro collegio nella casa dei laureati triennali (un po’ come hanno fatto in spagna), inizialmente pagando pegno (perché la legge non la cambieranno in pochi mesi), successivamente rendendo più favorevole l’iscrizione all’albo dei Periti, magari puntando su maggiori agevolazioni che il nostro ente di previdenza EPPI potrebbe pensare di mettere in campo… Il percorso sarà duro e pieno di ostacoli siamo pronti a perseguirlo?

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